Siamo un gruppo di professionisti, in particolar modo costituito da avvocati, uniti da caratteristiche comuni, quali una specifica formazione sulla gestione dei conflitti e sulle tecniche di negoziazione, che hanno come comune denominatore la volontà di applicare nell’esercizio della professione un nuovo metodo per affrontare conflitti e controversie al fine di condurre negoziati cooperativi.

VISION

Partiamo dalla considerazione che oggi, per chi deve affrontare problemi, conflitti e controversie per aiutare i clienti a trovare soluzioni efficaci alle loro problematiche, sia in termini di tempo che di risultato, le competenze tecniche da sole non sono più sufficienti, ma occorre integrarle con quelle relazionali.

Riteniamo che sia in atto un importante cambio di paradigma. Nelle professioni dove si ha a che fare con conflitti e controversie, il paradigma di partenza è costituito da una logica binaria che separa cioè i torti dalle ragioni, sviluppando di conseguenza modalità argomentative e avversariali che non sempre prendono in considerazione la complessità delle persone e della loro interazione ma si muovono in termini di gioco posizionale. Si pensi, per esempio, alla formazione classica dell’avvocato che è educato a dover  convincere il giudice, attraverso argomentazioni giuridiche, della giustezza della posizione del suo cliente. L’uso della modalità argomentativa/avversariale, che consegue dalla logica binaria, mette normalmente in primo piano gli aspetti tecnici delle questioni (per l’avvocato le questioni di diritto) e sullo sfondo le persone, le loro relazioni e i loro veri interessi, non considerando che la persona è un sistema complesso dove, applicando una logica che ragiona in termini lineari di causa/effetto, si ottengono spesso risultati d’insieme caotici e conflittuali. I risultati possibili infatti rimangono nell’alveo della sentenza del giudice, che divide i torti dalle ragioni, oppure in quello di una transazione o compromesso che lascia spesso tutti insoddisfatti. La situazione non cambia se rapportata ad altri professionisti che devono quotidianamente affrontare i problemi dei loro clienti come il dottore commercialista, il notaio, l’ingegnere, l’architetto ecc..

Riteniamo che lo schema del codice binario, la cui logica permea ancora tantissimo la gran parte degli schemi mentali delle persone, clienti e professionisti inclusi, sia oggi da considerarsi vecchio paradigma, o paradigma del passato”. Crediamo invece che sia sempre più importante muoversi verso il “nuovo paradigma” o “paradigma del futuro” che presuppone la capacità di integrare le competenze tecniche con quelle relazionali, così permettendo la trasformazione dei blocchi conflittuali in esiti soddisfacenti e produttivi. Pur consapevoli che vi siano alcuni avvocati e professionisti che,  per intuito, per esperienza professionale e per predisposizione naturale, applicano alcune delle competenze relazionali facenti parte del “nuovo paradigma”, riteniamo che in questi casi sia opportuno acquisire consapevolezza sull’uso di tali competenze e apprendere una metodologia completa sull’adozione delle stesse.

Riguardo le competenze relazionali, esse possono riassumersi in queste capacità: comprendere le dinamiche del conflitto e sviluppare strategie per affrontarlo costruttivamente, saper andare oltre la logica posizionale, saper raccogliere le informazioni e definire gli obiettivi, comprendere i bisogni delle persone implicate, fare emergere i veri interessi, saper fare ascolto attivo, saper fare domande esplorative, capacità empatiche, capacità negoziali tese a saper affrontare, gestire e risolvere i problemi dei clienti con risultati più alti e costi più bassi, ecc…Competenze tutte che possono essere riassunte nella capacità di gestione costruttiva dei conflitti e capacità di negoziazione, che normalmente non fanno parte del bagaglio formativo di molti professionisti che sono chiamati ad occuparsi di conflitti e controversie.

MISSION

Promuoviamo e favoriamo il “nuovo paradigma” o “paradigma del futuro”: dalla  visione binaria, avversariale e argomentativa, che divide le persone, dove il conflitto è inteso come scontro di posizioni, teso a creare vincitori e vinti, a un nuovo modo di gestire  conflitti e controversie, basato sul METODO OASI©, che permette il superamento le logiche delle contrapposizioni grazie a una visione d’insieme che coglie tutti gli aspetti più rilevanti di un problema, tecnici e relazionali, facendo uso di strumenti che hanno come scopo quello di aiutare le persone a comprendere che cosa è veramente importante per gestire il loro problema e raggiungere una soluzione attraverso la strategia più efficace.

ANALOGIE E DIFFERENZE

Saper gestire costruttivamente i conflitti e possedere competenze negoziali sono capacità che contraddistinguono anche altri professionisti quali -per citarne alcuni tra quelli che sempre più spesso sono riconosciuti come esperti di metodi alternativi di risoluzione dei conflitti alla causa e al processo- il mediatore delle controversie e l’avvocato esperto di pratica collaborativa. Ciò che ci interessa mettere in luce sono le differenze con il professionista conoscitore del Metodo OASI©.
Rispetto al mediatore e all’avvocato esperto di pratica collaborativa, dove il primo necessita che le parti si siedano al tavolo della mediazione e decidano di proseguire con la volontà di trovare un accordo, e il secondo necessita invece di un preliminare accordo sottoscritto da tutte le parti che aderiscono a tale metodologia, il professionista conoscitore del Metodo OASI© ha un interessante vantaggio, egli è in grado di sapersi muovere in una dinamica conflittuale, in un negoziato, tanto quanto in un contenzioso, o in una consulenza tecnica, anche quando ha a che fare con una controparte ostile.
Quello che ha appreso attraverso il Metodo OASI© è che per modificare la realtà fuori occorre saper modificare la realtà dentro, ovvero che è necessario, non chiedere all’altro di assumere l’atteggiamento più consono a una buona gestione del conflitto, ma essere capaci di modificare continuamente il proprio atteggiamento sapendosi destreggiare nella difficile arte della gestione dei conflitti con l’obiettivo di condurre negoziati cooperativi. Questa è la vera differenza rispetto una mediazione e la pratica collaborativa: in entrambi i casi, perché il negoziato abbia successo, occorre la buona volontà di tutti. Il professionista conoscitore del Metodo OASI© invece  affronta una sfida più grande, quella di saper modificare la realtà esterna modificando quella interna e contando soltanto su questo: cambia il tuo atteggiamento e cambierai il mondo!
Il professionista conoscitore del Metodo OASI© è in grado di affrontare negoziati in differenti aree del suo lavoro. Egli, non solo ha a disposizione più strumenti e alternative per l’esame, la trattazione e la soluzione del problema del suo cliente, ma ciò non gli preclude che gli stessi strumenti possano essere utilizzati anche quando è in giudizio, per l’avvocato in primis, o quando assume la veste di consulente tecnico, come per il dottore commercialista, l’architetto o l’ingegnere. Ciò in quanto possiede un metodo che lo rende capace di gestire i conflitti senza cadere nella trappola del codice binario, che conduce a giudicare i litiganti cercando torti e ragioni usando la modalità argomentativa/avversariale, la quale opera nel convincere la controparte della giustezza della propria posizione, mettendo tutta l’energia nel prevalere sull’altro, invece che nell’incontrarlo.
Occorre inoltre ricordare che la negoziazione effettuata sotto il paradigma del passato ha portato ad offrire al cliente, fuori dalla soluzione giudiziaria, soltanto la possibilità di addivenire ad un accordo facendolo rinunciare a tutte od alcune delle sue pretese, attraverso reciproche concessioni o transazioni con la controparte. Il professionista conoscitore del Metodo OASI© è invece in grado di  usare un metodo che gli consente di trovare delle soluzioni creative che esulano spesso persino dalle richieste iniziali.Il  metodo è costruito per permettere l’integrazione tra aspetti tecnici e relazionali portando i discenti ad acquisire competenze nella gestione costruttiva dei conflitti e nella negoziazione che possano essere utilizzate in differenti contesti lavorativi e professionali.
Sono previsti dei momenti formativi cosiddetti “base” dove fornire i princìpi del metodo (Sapere), momenti “intermedi” dove apprendere la conoscenza delle tecniche (Saper fare) e momenti formativi cosiddetti “avanzati” dove sperimentare le capacità apprese (Saper essere).

Caratteristica del metodo è l’inversione dell’ordine dei fattori di un processo di formazione: anziché parlare di teoria per poi applicare i concetti nella pratica, si partirà dall’esperienza per costruire insieme la teoria. I partecipanti ai momenti formativi saranno chiamati a  sperimentare le proprie competenze sulla gestione dei conflitti e sulla negoziazione, attraverso la narrazione di situazioni di criticità, o difficoltà relative a conflitti e negoziati da loro vissuti, i quali verranno esaminati in aula con lo scopo di aiutare a trovare la migliore strategia di intervento, così permettendo di apprendere sin da subito nuove modalità per negoziare e gestire costruttivamente i conflitti.

Vi saranno inoltre specifici momenti formativi dove verrà data la possibilità agli associati di portare problematiche riguardanti propri conflitti, controversie,  negoziati,  i quali verranno esaminati con lo scopo di aiutare a trovare la migliore strategia di intervento attraverso l’aiuto del gruppo e sotto una supervisione.
Per una migliore comprensione del metodo, si rimanda al programma formativo.

CARATTERISTICHE

I TRE CERCHI DEL MOVIMENTO

L’Associazione Enne.Zero, è formato da tre cerchi comunicanti tra loro. Il primo cerchio, con funzioni dirigenziali, è costituito dai Soci fondatori che eleggono il Direttivo, formato da Presidente, Segretario e Tesoriere, i quali rimangono in carica tre anni. Il secondo cerchio è formato dai Soci Sostenitori. Soci Fondatori e Soci Sostenitori finanziano l’Associazione con una quota annua. Tale quota dà diritto ad accedere alle iniziative dell’Associazione, compresa quella inerente la possibilità di portare problematiche riguardanti propri conflitti, controversie,  negoziati.
Per accedere ai primi due cerchi vedi il Regolamento dell’Associazione. Il terzo cerchio è formato dagli Aderenti all’Associazione. Chiunque può aderire all’Associazione, previa sottoscrizione del Manifesto. Ciò non comporta il pagamento di alcuna quota. Ogni anno verrà creato dal Direttivo un preciso momento di aggregazione dove verranno invitati i membri  di tutti i cerchi.  In quell’occasione i membri del secondo e terzo cerchio avranno la possibilità di eleggere un loro rappresentante che di diritto entrerà a far parte dell’Associazione. Lo scopo è rendere tutti i cerchi in comunicazione tra loro attraverso le figure dei rappresentanti che a loro volta dovranno comunicare sia con i membri del loro cerchio sia con i membri dell’ Associazione, così da favorire una comunicazione circolare.

FORMAZIONE NO PROFIT

I momenti formativi che verranno proposti prevedono soltanto i costi della docenza e le spese di organizzazione e di segreteria. Non è previsto alcun profitto a vantaggio dell’Associazione.

MOMENTI FORMATIVI SPECIFICI E MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

Gli specifici momenti formativi, che verranno organizzati con cadenza di almeno uno al mese, sono quelli dove viene data la possibilità agli Associati di portare problematiche riguardanti propri conflitti, controversie, negoziati. A tal fine, per consentire la migliore organizzazione, è necessario inviare una mail al Comitato Tecnico Scientifico, con la richiesta di partecipazione dove indicare una breve descrizione del problema che si vuole sottoporre. La partecipazione a tali momenti formativi non prevede alcun costo, se non la quota di finanziamento annua.

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Allegati